GAMIFICATION E PRIVACY

IL DIVERTIMENTO IN AZIENDA È POSITIVO, ATTENZIONE PERO' ALLA PRIVACY

Ci si può divertire in un contesto lavorativo?  A quanto pare sì.  

👉 Da alcuni anni nelle aziende si sta facendo sempre più strada la gamification. 

 

Si tratta in sintesi di una serie di iniziative che hanno lo scopo di portare dinamiche tipiche del mondo professionale in un contesto ludico sfruttando i vantaggi di alcune meccaniche del gioco quali ad esempio il raggiungimento di un obiettivo, la competizione, la cooperazione, il premio come strumento per stimolare comportamenti o veicolare informazioni. 

 

Alcuni esempi pratici di applicazione della gamification possono essere: 

  • sensibilizzare al risparmio delle risorse aziendali stimolando la competizione tra i reparti e premiando quelli più virtuosi; 
  • stimolare il lavoro di gruppo e il problem solving proponendo giochi di ruolo; 
  • aumentare l’attenzione delle persone durante le attività formative proponendo test basati sul raggiungimento di livelli incrementali 

 

Ma come si può applicare efficacemente la gamification nella propria azienda? 

La gamification è innanzitutto un progetto. In quanto tale, richiede uno studio preliminare che deve definire gli obiettivi da raggiungere e gli strumenti da adottare. 

 

La gamification richiama una moltitudine di discipline: analisi del business, psicologia, game design, UI/UX, analisi dei dati, etc… Ciascuna di esse entra nel progetto aziendale in misure differenti in base al contesto nel quale si sta agendo e ai soggetti (dipendenti, collaboratori o clienti) a cui ci si vuole rivolgere. 

I risultati raggiunti vanno poi raccolti e studiati per verificare la bontà del progetto, migliorarlo o ampliarlo. 

 

Chi progetta la gamification? 

Solitamente si tratta di team multidisciplinari che offrono servizi di consulenza, progettazione e formazione. Negli ultimi anni diverse realtà aziendali o gruppi di professionisti stanno nascendo proprio a questo scopo. 

 

Ci sono delle controindicazioni alla gamification? 

La gamification non è di per sé buona o cattiva, ma dipende da come viene implementata.  

Se adeguatamente progettata, porta a un più alto coinvolgimento delle persone nelle attività aziendali o a una maggiore consapevolezza del management sulle necessità della propria azienda. 

 

Bisogna però fare attenzione a un aspetto: la privacy 

La gamification porta inevitabilmente alla raccolta di informazioni sul comportamento e sulle caratteristiche delle persone. Trattandosi quindi di profilazione, è importante che le aziende allineino il proprio impianto privacy alle necessità di questi nuovi trattamenti di dati, soprattutto se vengono effettuati su grandi quantitativi di persone e con l’ausilio di tecnologie moderne quali l’intelligenza artificiale e il deep learning.  

 

Se da un lato le informazioni raccolte possono portare a una maggior comprensione delle caratteristiche psicologiche e attitudinali della persona, favorendo così la sua integrazione nel tessuto aziendale, dall’altro lato costituiscono un insieme di dati che, se trattato in modo non appropriato, può comportare dei rischi per il lavoratore, quali ad esempio la discriminazione (nel caso di diffusione all’interno dell’azienda) o la limitazione delle sue opportunità professionali (nel caso di diffusione all’esterno dell’azienda).  

 

È dunque necessario che l’azienda adotti il principio della trasparenza verso il lavoratore, informandolo su quali dati verranno raccolti, per quali finalità, per quanto tempo e come verranno trattati. 

Le informazioni devono essere conservate, alla pari di ciascun dato personale, secondo i criteri e con le misure di sicurezza previste dal GDPR. 
Nel caso in cui vengano incaricate aziende esterne per la progettazione della gamification, devono essere definiti con cura i ruoli dei responsabili incaricati al trattamento dei dati. 

 

Un’opportunità ma anche una responsabilità

La gamification offre dunque alle aziende interessanti opportunità e spunti di riflessione, diventando così un potente strumento nelle loro mani che però, avendo come oggetto le persone, deve necessariamente essere gestito in modo responsabile. 

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