PERCHÉ I DATI PERSONALI SONO IMPORTANTI

I NOSTRI DATI PERSONALI SONO BENI PREZIOSI CHE VANNO PROTETTI ADEGUATAMENTE

Spesso si sente dire che poco importa se Facebook o Google conoscono i dettagli della nostra vita privata oppure se sanno in quali siti navighiamo, perché tanto, se non abbiamo nulla da nascondere a quali problemi potremmo mai andare incontro?

Affermazioni come queste dimostrano che, ancora oggi, molti sottovalutano l’importanza dei propri dati personali e ignorano i rischi derivanti dal libero accesso a essi.

“Affermare che non si è interessati al diritto alla privacy perché non si ha nulla da nascondere è come dire che non si è interessati alla libertà di parola perché non si ha nulla da dire”.

Questa è una frase di Edward Snowden, l’ex informatico della Cia che nel 2013 ha condiviso con la stampa documenti dei servizi segreti degli Stati Uniti, rivelando come i governi monitorassero i nostri dati personali, tra cui le nostre telefonate, la nostra posta elettronica e molto altro ancora.

Già da diversi anni grandi colossi come Facebook e Google stanno compiendo vaste attività di profilazione rielaborando i dati raccolti dalle azioni che noi tutti compiamo sul Web. Grazie a sofisticati algoritmi, sono ormai arrivati al punto di prevedere, con un’alta probabilità di successo, quali saranno i nostri comportamenti futuri.

Avere la capacità di prevedere le reazioni delle persone equivale, di fatto, ad avere tra le mani uno strumento potentissimo.

Questo strumento, se utilizzato per scopi meramente commerciali, potrebbe essere considerato relativamente pericoloso – se non addirittura utile – ma proviamo a immaginare un suo impiego per altri fini, per esempio in campo politico-elettorale. Avere l’accesso ai dati personali degli elettori fornisce, in termini di capacità di indirizzare i consensi, un vantaggio enorme. Diffondendo messaggi mirati e targetizzati (ad esempio in base al patrimonio, orientamento politico, comportamento negli acquisti, propensione al voto, ecc.) la capacità di influenzare il voto aumenta considerevolmente.

L’esempio appena fatto rientra nella sfera del condizionamento e della manipolazione, ora andiamo invece a scenari in cui i nostri dati potrebbero ritorcersi pesantemente contro di noi se finissero nelle mani sbagliate.

Attingiamo dalla storia. Negli anni trenta il governo olandese istituì un registro anagrafico in cui furono riportati i dati identificativi di tutti i cittadini (nome, numero di identificazione, residenza, ecc.) e altre informazioni sulle loro identità economica, culturale o sociale come, ad esempio, le confessioni religiose. Vista come una facilitazione all’erogazione dei servizi da parte dell’amministrazione pubblica, la popolazione accolse con favore questa iniziativa. Ma quando i Paesi Bassi furono invasi dai tedeschi, quel registro contribuì a rendere la vita molto facile ai nazisti nell’identificare, perseguitare e assassinare molte persone per le loro origini etniche, religiose e razziali. Quell’accurata profilazione sociale, nata con uno scopo utile e  apparentemente innocuo, si era ritorta contro gli stessi cittadini che l’avevano accolta in un modo che nessuno si sarebbe mai immaginato.

L’esempio riportato – molto forte e si spera non ripetibile – fa chiaramente capire che proteggere i propri dati personali e sensibili significa proteggere il diritto fondamentale alla propria sicurezza.

Al giorno d’oggi la nostra “vita digitale” non è più distaccata da quella reale. La nostra persona reale e quella digitale vanno ormai sovrapponendosi sempre più. Ne consegue che la nostra identità digitale va protetta esattamente come faremmo con la nostra persona reale. E se i dati rappresentano la trasposizione informatica della nostra identità nel mondo digitale, allora dobbiamo preoccuparci di proteggerli adeguatamente.

Negli ultimi anni sono nati diversi strumenti normativi e tecnologici per tutelare la nostra privacy, ma essi nulla possono se non sono coadiuvati dalla presa di coscienza e dall’iniziativa personale dell’utente che utilizza il Web.

Per questo motivo sta diventando sempre più fondamentale che tutti noi cominciamo a maturare la consapevolezza che i nostri dati sono dei beni preziosi e che dobbiamo proteggerli adeguatamente in modo da arrivare più preparati a un futuro che ancora non possiamo concepire e prevedere.

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